Trattamenti innovativi

Trattamenti innovativi per le malattie infiammatorie croniche intestinali

La ricerca farmaceutica nell’ambito delle malattie infiammatorie croniche intestinali è molto attiva, e nuovi farmaci biologici sono attualmente in corso di sperimentazione clinica per la malattia di Crohn e per la rettocolite ulcerosa. Particolare speranza è attualmente riposta in una serie di anticorpi monoclonali finalizzati al blocco della molecola p19, affine alla molecola p40 (bersaglio di ustekinumab).

Tali farmaci, fra cui risankizumab e guselkumab, hanno già dimostrato efficacia clinica in diversi studi clinici. I primi farmaci biologici introdotti nella terapia delle malattie infiammatorie croniche intestinali sono stati rappresentati dagli anticorpi monoclonali diretti al blocco del fattore di necrosi tumorale (tumor necrosis factor, TNF), e sono pertanto stati denominati antiTNF. Il capostipite di questa tipologia di farmaci è l’infliximab, un anticorpo monoclonale antiTNF chimerico (per metà costituito da proteina umana, e per metà di topo), ad uso endovenoso. Negli anni, la classe degli antiTNF si è arricchita con l’introduzione di adalimumab e golimumab.

In Italia infliximab ed adalimumab sono approvati per la terapia sia della malattia di Crohn che della rettocolite ulcerosa mentre golimumab solo per la rettocolite ulcerosa. La percentuale di risposta alla terapia con antiTNF in pazienti affetti da malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa è variabile dal 60 all’80% in casistiche real-life. Studi epidemiologici e di coorte hanno inoltre riportato come tali farmaci abbiano consentito una progressiva riduzione del numero di interventi chirurgici, una riduzione della disabilità correlata alla malattia, ed un progressivo incremento della qualità di vita dei pazienti. Nonostante questi dati positivi, il 20% circa dei pazienti non risponde ai farmaci antiTNF (fallimento primario), ed una percentuale di pazienti variabile fra il 10 ed il 20%/anno perde risposta a tali farmaci.
Nel 2016 è stato introdotto in Italia il primo farmaco biologico non-antiTNF, il  vedolizumab, che, agendo bloccando dei recettori di superficie delle cellule infiammatorie, inibisce la migrazione delle stesse a livello dell’intestino. Tale farmaco si è dimostrato efficace ed ha ottenuto approvazione in pazienti con malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa. Al momento è in fase 3 di sperimentazione un altro farmaco, un anti-MAdCAM, che agisce similarmente al vedolizumab, l’ontamalimab. Tale agente biologico impedisce il legame tra MAdCAM e linfociti con elevata affinità e selettività. MAdCAM è un membro della superfamiglia di immunoglobuline della molecole d’adesione cellulare ed è principalmente espresso a livello dell’endotelio intestinale.

Da ottobre 2018, inoltre, è disponibile sul mercato italiano un ulteriore farmaco biologico per la malattia di Crohn, denominato  ustekinumab. Tale farmaco, disponibile in realtà da alcuni anni in ambito dermatologico per la terapia della psoriasi, si è infatti rivelato efficace nella terapia della malattia di Crohn con o senza precedente fallimento a terapia antiTNF.
Ad oggi abbiamo quindi tre classi di farmaci a nostra disposizione: anti-TNF, anti-integrine ed anti-interleuchina 12/23. Nel prossimo futuro in Italia, già approvato a livello europeo, arriverà un farmaco orale, il tofacitinib, una small molecule, per i pazienti affetti da colite ulcerosa.

Tali farmaci agiscono prevalentemente attraverso il blocco di enzimi intracellulari, e possiedono il vantaggio di una via di somministrazione orale e dell’assenza di risposta anticorpale al farmaco. Nel 2018, FDA ed EMA hanno approvato il primo farmaco di questa generazione per la terapia della rettocolite ulcerosa, il  tofacitinib. Al momento sono in corso di svolgimento studi sperimentali sulla rettocolite ulcerosa e Malattia di Crohn che utilizzano un fratello del tofacitinib, ovvero l’upadacitinib.

Quest’ultima small molecules è sempre un farmaco a somministrazione orale che agisce selettivamente bloccando l’attività della Janus chinasi 1 offrendo quindi un profilo di beneficio-rischio migliore rispetto al tofacitinib. Oltre a ciò, è in attuale sviluppo una generazione di small molecules in grado di interferire con il processo di migrazione dei linfociti a livello dell’intestino infiammato. Tali farmaci, che modulano l’espressione di una classe di molecole di superficie note come S1PR (sphingosine-1-phosphate receptor), comprendono ozanimod ed etrasimod, in attuale fase di sviluppo per malattia di Crohn e rettocolite ulcerosa e disponibili presso la nostra IBD Unit attraverso protocolli sperimentali. Come ulteriore alternativa sperimentale con somministrazione orale, il nostro centro ha a disposizione ABX464. Si tratta di una small molecule con un meccanismo d’azione innovativo: ABX464  agisce a livello dello splicing di un lungo RNA non codificante per up-regolare un microRNA, miR-124, che funziona come un potente mediatore antinfiammatorio endogeno.

Tecniche innovative in proctologia

Presso il Centro Malattie Retto Intestinali si adottano metodiche innovative sia per la diagnosi che per il trattamento delle patologie proctologiche e delle malattie infiammatorie croniche intestinali (IBD)

L’evoluzione della medicina negli ultimi anni è  fortemente legata all’evoluzione tecnologica che ha permesso la messa a punto di dispositivi medicali e strumentazioni chirurgiche in grado di migliorare la qualità di vita dei pazienti nella gestione quotidiana di malattie croniche come il Crohn e la rettocolite ulcerosa  e di rendere la chirurgia proctologica meno invasiva il  che garantisce anche interventi più raffinati con minori tempi di recupero.

Proctologia

Trattamento delle cisti pilonidali:

Le fistole pilonidali sono un’infiammazione acuta o cronica del tessuto adiposo sottocutaneo, prevalentemente della zona coccigea1. Il trattamento endoscopico delle fistole pilonidali, detto E.P.Si.T., avviene in due step. Nel prima fase, diagnostica, si esamina la patologia ispezionando la cavità ascessuale e il tramite fistoloso. Nella seconda fase, operativa, si esegue l’ablazione della cavità ascessuale e l’obliterazione del tramite fistoloso2. In entrambe le fasi gli step vengono eseguiti sotto diretto controllo ottico endoscopico.

Caratteristiche:

Il trattamento E.P.Si.T. si può effettuare ambulatorialmente

Pulizia della cavità ascessuale ed obliterazione del tramite fistoloso sotto controllo ottico

Massimo confort dei pazienti

Metodo di trattamento semplice, sicuro ed efficace

Trattamento video assistito delle fistole anali

La tecnica VAAFT viene applicata sia per il trattamento operativo sia di fistole anali complesse che di recidive. Il trattamento video assistito di fistole anali, la tecnica VAAFT, riunisce due fasi: una  diagnostica ed una operativa. Nella prima fase si esegue l’ispezione della cavità e dell’apertura interna della fistola. Nella seconda fase (operativa) si procede all’ablazione e alla chiusura dei canali fistolari. In entrambe le fasi si utilizza il controllo endoscopico diretto.

Caratteristiche:

Chiara localizzazione e chiusura dell’apertura interna di fistole

Completa distruzione delle fistole dall’interno

Ridotto trauma postoperatorio

Notevole risparmio di tempi e di costi del trattamento