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questionario Covid ibd negrar

Studio sull’impatto del CoViD-19 sui pazienti no-covid

L’ U.O.S di Psicologia Clinica IRCCS “Sacro Cuore – Don Calabria” ha sviluppato due studi multicentrici per comprendere meglio l’impatto psicologico della paura del CoViD-19 sui pazienti (non CoViD), ed anche le ricadute sull’aderenza ai trattamenti o sullo stile di vita; inoltre partirà in contemporanea un altro studio rivolto al personale per comprendere l’effetto della prossimità a pazienti seguiti per CoViD-19 sul benessere del personale.

Noi della IBD Unit di Negrar ci uniamo nella divulgazione e nella preghiera di compilazione per tutti coloro che ne hanno possibilità, al fine di raccogliere il maggior numero di adesioni e di dati per dar seguito allo studio.

Ogni paziente può partecipare alla ricerca compilando il questionario e aiutarci nel reclutamento di pazienti tramite il passaparola.

Lo studio è rivolto a tutti i pazienti ad eccezione di quelli colpiti da CoViD-19. Precisiamo inoltre che non è necessario essere un paziente del “Sacro Cuore Don Calabria”, che il questionario è completamente anonimo e che per accedervi è sufficiente cliccare questo link:

https://forms.gle/fWFaJgTT6iyQEkjQ6

Il periodo di reclutamento avverrà durante tutta la prossima settimana e si concluderà lunedì 27 aprile (dal 20 al 27 aprile).

Lo stesso studio sarà ripetuto alla fine del mese di maggio per poter indagare eventuali cambiamenti.

Ringraziamo tutti coloro che parteciperanno e informiamo che per maggiori informazioni è possibile visitare la pagina ufficiale dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria.

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Mici Chirurgia Covid 19

Mici, chirurgia e Covid 19

Il dottor Giuliano Barugola, Chirurgo dell’Ospedale Sacro Cuore di Negrar (Verona), ci spiega come l’IBD Unit di Negrar affronta l’approccio chirurgico in questo momento delicato di diffusione del Covid-19 nel caso della cura delle M.I.C.I. (Rettocolite Ulcerosa e Malattia di Crohn).

“Considerate le eccezionali circostanze che questo momento impone,  è difficile fornire indicazioni mediche basate sulla evidenza, per tale ragione è molto importante rifarsi a pareri degli esperti che hanno coltivato nel tempo gli strumenti adeguati per valutare in maniera critica le moltissime  informazioni che giungono da ogni dove ma non sempre utili né veritiere, anzi, spesso fonte di preoccupazione.

Queste considerazioni risultano attuali sia per  pazienti oncologici ma ancora più stringenti nei pazienti affetti da malattie infiammatorie croniche nei quali sia per la malattia di base che per la terapia in atto risultano spesso immunodepressi.

Non è noto se i pazienti in trattamento con farmaci biologici od immunosoppressori possano avere un decorso più severo di infezione da coronavirus; ma dalla comunità scientifica viene sconsigliata l’interruzione dei trattamenti perché potrebbe causare stati di infiammazione peggiori con necessità di ricovero. Ma ogni caso va valutato nella sua unicità.

 

Dott. Giuliano Barugola chirurgo Ospedale Sacro Cuore di Negrar

Dott. Giuliano Barugola, chirurgo Ospedale Sacro Cuore di Negrar

La chirurgia: “Best Versus Best Possible”

Ancora più complesso risulta quindi fornire indicazioni in merito a pazienti candidati a chirurgia. In questa fase le criticità sono di 4 ordini:

– Il  potenziale rischio di contagio intraospedaliero che nonostante le opportune modalità di protezione non può essere mai azzerato

– La reale difficoltà di garantire la best practice soprattutto in caso di complicanze chirurgiche, per coinvolgimento di tecnologie e personale nell’emergenza sanitaria in corso

– Il tipo di chirurgia; le resezioni con anastomosi intestinale sono più  a rischio di complicanze

– Le caratteristiche della struttura a cui si afferisce e il contesto epidemiologico del territorio a cui la struttura appartiene

Nel paziente oncologico senza segni di occlusione o sanguinamento esiste un timing di massima già noto per cui l’intervento non deve essere procrastinato oltre le 9 settimane dalla diagnosi al fine di garantire il miglior outcome.
Nei pazienti con MICI,  non ci sono tempi codificati in quanto l’intero processo decisionale che ha portato alla scelta chirurgica è spesso molto articolato e tiene conto dello stadio di malattia, dei trattamenti in atto e delle condizioni clinico-nutrizionali del paziente. Quindi confinare con la definizione di malattia benigna (e pertanto sempre procrastinabile) tutta la chirurgia nelle malattie infiammatorie è scorretto.

In questo particolare momento di pandemia da COVID-19 nella nostra IBD Unit stiamo riclassificando gli interventi chirurgici per M.I.C.I. in 3 categorie volte ad assicurare il trattamento “best possible” tenendo conto e condividendo con il paziente le contingenze epidemiologiche e logistiche:

  1. EMERGENZA: Il paziente deve essere operato prima possibile ed indipendentemente dalle contingenze epidemiologiche. In questa categoria possiamo considerare: perforazione intestinale; emorragia non suscettibile a trattamento endoscopico; sepsi non responsiva a trattamento medico. Intervento non differibile.
  2. URGENZA DIFFERIBILE:  Il paziente sintomatico che può essere considerato per trattamenti non chirurgici (malattia di Crohn con ascesso,  stenosi non occludenti o fistole enterocutanee; coliti non responsive al trattamento medico ma senza complicanze sistemiche gravi). Intervento da procrastinare monitorando l’evoluzione clinica meglio con paziente domiciliato.
  3. ELEZIONE: Il Paziente asintomatico candidato alla chirurgia come profilassi di complicanze (colite associata a displasia, attesa di pouch ileoanale, early surgery nel Crohn, attesa di ricanalizzazione intestinale). Intervento da sospendere a data da ridefinire a completa risoluzione della pandemia.In conclusione, mai come in questo momento storico è fondamentale il concetto di multidisciplinarietà in quanto la complessità della malattia intestinale deve affrontare la criticità dell’emergenza sanitaria in atto.”

    Se hai bisogno di avere ulteriori informazioni, scrivi a segreteria.procto@sacrocuore.it o chiamaci al numero 045 6013720.

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